Ciro Andreatta geologo (1906-1960)

Titolo: Ciro Andreatta geologo (1906-1960)

Autore: Giuliana Campestrin (a cura di)

Anno: 2004

Presentazione: A tanti risulta familiare, in Pergine Valsugana, il nome di Ciro Andreatta: ai giovani di un tempo, ora alle soglie dei novanta anni, che lo ricordano tra i ragazzi del quartiere del “Marcadel”, già allora attratto dall’insolita passione per i “sassi”, ma ancora di più tra i giovani che dal 1973 a oggi si sono succeduti nelle aule della Scuola media a lui intitolata.
E’ parso pertanto doveroso inaugurare la serie “Ritratti” della collana editoriale “Acta Perginensia” con un omaggio alla figura del professor Ciro Andreatta (1906-1960) di origine perginese, insigne geologo di fama internazionale e docente universitario.
La grande passione per la mineralogia e le esigenze di lavoro lo portarono ad abbandonare la borgata per proseguire gli studi universitari a Milano e a Padova. In breve tempo raggiunse l’apice della carriera accademica, ottenendo nel 1932 l’abilitazione alla libera docenza all’età di soli 29 anni. Dopo aver vinto il concorso per la Cattedra di Mineralogia all’Università di Messina, nel 1938 fu chiamato ad insegnare alla Facoltà di Scienze dell’Università di Bologna.
Nella sua attività fu in contatto con i principali organi scientifici nazionali, in particolare con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ed ottenne prestigiosi riconoscimenti per le scienze geomineralogiche, tanto da essere conteso come socio e corrispondente dalle più rinomate associazioni scientifiche italiane (Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, Accademia Nazionale dei Lincei, Accademia Roveretana degli Agiati, Società mineralogica italiana …) ed internazionali.
Nonostante i numerosi impegni scientifici ed accademici, il professor Andreatta mantenne sempre saldo il legame con la sua terra natale a cui dedicò sia il primo studio della sua intensa carriera, la tesi di laurea sull’arsenopirite di Nogaré, sia il suo ultimo lavoro, pubblicato postumo, ovvero la carta geologica e petrografica dell’Altopiano di Piné, in cui vengono sintetizzati i risultati di anni di rilevazione sul campo e di sperimentazioni di laboratorio.
Dalle testimonianze di quanti ebbero la fortuna di conoscerlo, dalle fonti bibliografiche, archivistiche e fotografiche raccolte, emerge il ritratto di un uomo cordiale, gioviale, “lebensfroh”, amante della vita ed ospitale, come lo definì l’amico professor Karl Hermann Scheumann. Egli seppe portare nello studio della geologia il rigore delle sue montagne battute dal sole e dalle intemperie, quelle stesse che riproducono la sua variegata tavolozza di pittore dilettante. Uomo sensibile, preparato nella disciplina che egli amava e sapeva comunicare, coniugò la sua vocazione di studioso razionale delle formule e delle deduzioni ad una predisposizione creativa ed artistica in cui traspare il rispetto per la natura e lo stupore incantato davanti alla sua bellezza.
A testimonianza della stima e dell’amicizia per l’uomo ed il maestro rimangono le fotografie che lo ritraggono insieme ai colleghi, ai collaboratori, agli studenti di un tempo che anche oggi, a distanza di più di quaranta anni, intendono omaggiarlo in questo volume attraverso gli interventi dei professori Claudio D’Amico, Giuseppe Simboli, Francesco Emiliani e Rossana Pirani. Il ricordo diventa poi evocazione nell’immaginario degli alunni della Scuola media “Ciro Andreatta”, guidati dalle insegnanti Daniela Fruet e Maria Teresa Natale, a cui si deve un ritratto inedito del professor Andreatta.
La sua dedizione nell’insegnamento dei valori umani e della disciplina tecnica, attraverso il suo stesso esempio, traspare nella dedica con cui, il 15 luglio 1957, uno studente, nel giorno della sua laurea, accompagnava il dono delle più belle fotografie scattate con i compagni ed il professore durante alcune escursioni di studio: “Al Chiarissimo Professor Ciro Andreatta mio grande, indimenticabile Maestro, in questo giorno lieto, ma anche un po’ triste perché sa d’addio, per dirgli tutta la mia riconoscenza, la illimitata stima, e il deferente, devoto affetto”.  

Indice: Presentazione (Cesare Facchini e Renzo Anderle) - Prefazione (Giovanna Campagnolo) - Parte I: Ciro Andreatta. L'attività scientifica e didattica - Cenni biografici di Ciro Andreatta (1906-1960) - Albero genealogico della famiglia Andreata, poi Andreatta (a cura di Livia Alessandrini) - Le pubblicazioni di Ciro Andreatta - Commemorazione del professor Ciro Andreatta (Claudio D'Amico) - Ricordo del professor Ciro Andreatta (Francesco Emiliani) - Ciro Andreatta: il ricordo di un'allieva (Rossana Pirani) - Ciro Andreatta, scienza a favore della società (Gianfranco Simboli) - Dai taccuini di Ciro Andreatta. Note geologiche sulla Val di Cembra, l'Altopiano di Piné e il territorio dell'Alta Valsugana  (a cura di Giuliana Campestrin e Marco Andreaus) - Bibliografia - Parte II: Ciro Andreatta. L'anima creativa e artistica - Pergine nei primi anni del Novecento (Federico, Francesco, Mattia, Michael e Michele) - A scuola con Ciro Andreatta (Davide, Giacomo, Giorgio e Stefano) - La scuola austriaca (Anna, Beatrice, Natascia e Romina V.) -La scuola attraverso la storia (Elisa, Romina C. e Veronica) - Gli edifici scolastici a Pergine (Andrea, Angela, Francesca, Leonardo e Tommaso) - Intervista ad Angela Erspan - Bibliografia - Donazione "professor Ciro Andreatta" - I dipinti di Ciro Andreatta. Panorami e scorci paesaggistici - Ciro Andreatta interprete figurativo (Maria Teresa Natale) - Indice dei nomi di persona - Indice dei nomi di luogo - Indice delle illustrazioni.

Note di edizione: Pubblicazione editain occasione della mostra “In ricordo di Ciro Andreatta” allestita a Pergine Valsugana (Sala Maier, 4-19 dicembre 2004) grazie alla collaborazione fra l' Assessorato alla Promozione culturale del Comune di Pergine Valsugana e la Scuola media "Ciro Andreatta".

Pagine: 140
Prezzo Euro: 15,00