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Sullo scorcio del secolo XIX, otto cittadini perginesi, affascinati dai benefici garantiti alla città di Trento dalla nuova centrale idroelettrica a corrente continua costruita sul torrente Fersina nel 1890, si consorziarono per promuovere la realizzazione di un analogo impianto a servizio della borgata di Pergine. Studi e rilevamenti preliminari portarono ad individuare nel Rio Negro, affluente del Fersina cui si deve l’incisione della valle di Serso, un corso d’acqua che per le sue caratteristiche di perennità e di forte pendenza poteva essere sfruttato per la produzione di energia elettrica.
Veniva quindi affidato all’ingegner Carlo Bauer di Innsbruck l’incarico di studiare un progetto e un preventivo di massima per la condotta dell’acqua, mentre si avviavano le trattative per l’acquisto dei diritti d’acqua dagli opifici (mulini, fucine, segherie…) situati lungo le sponde del Rio Negro, noto fin dall’antichità e nella parlata comune come "Rif de Val". Fabbriche e ditte per la costruzione di macchinari elettrici presentarono a loro volta preventivi per il trasporto di luce ed energia.
Gli esiti dei rilevamenti, fin ad allora sostenuti a proprie spese dal comitato promotore, furono illustrati alla Rappresentanza comunale nella sessione del 22 maggio 1892, a sostegno del progetto di fattibilità di un impianto elettrico ad uso civile ed industriale. In quell’occasione il comitato suggerì di affidare la realizzazione e la gestione del futuro impianto al Comune, "perché, oltre venir eliminate le spese di amministrazione potendo supplire il Municipio al controllo dell’impianto coi propri impiegati, come impresa comunale e non privata, cade la necessità di metterne per scopo il realizzo di un guadagno sui capitali impiegati.
Solo quindi il Comune potrebbe fornire ai propri concittadini la luce e l’energia elettriche alle condizioni più convenienti" assicurando al paese un servizio efficiente e moderno destinato ad incidere in maniera significativa sullo sviluppo delle attività produttive locali. Infatti "Pergine, in posizione tanto amena, con aria salubre, con acqua potabile ottima ed abbondante, colla prospettiva di avere fra non molto una ferrovia, la quale ne avvicinerà i centri più importanti, se è in grado di sfruttare i portati del progresso col distribuire nelle proprie case luce abbondante ed a buon mercato ed offrire un fattore per l’incremento di nuove industrie, non potrà che cogliere i frutti della sua fortunata posizione e dell’iniziativa dei propri cittadini".
Il 27 maggio 1892 la Rappresentanza comunale deliberò l’accoglimento della proposta, assumendosi l’onere di costruire l’impianto a corrente alternata per una spesa non superiore a 90.000 fiorini. Facendosi carico della gestione, si impegnò a definire i contratti di compravendita dei diritti d’acqua acquisiti dagli utenti del Rio Negro in base ai compromessi stipulati, ad inoltrare le pratiche per i finanziamenti ed infine a stabilire i regolamenti d’uso dell’energia elettrica.
Il primo alternatore fu messo in funzione nel 1893. L’incremento dell’utenza rese necessaria nel 1896 l’installazione di un secondo alternatore da 200 CV con un potenziamento progressivo della rete nel tempo. Nel 1924 la centrale disponeva di ben quatto gruppi turbina-alternatore, di cui il quarto è oggi esposto presso il Museo della Centrale idroelettrica di Serso.
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