Kiss Josef

  • 26 gennaio 1896
    Nasce a a Pozsony (Bratislava), dove il padre presta servizio come giardiniere presso la scuola per cadetti militari. Allo scoppio della guerra interrompe gli studi e si arruola volontario nell’esercito austroungarico: con il 72° Reggimento fanteria combatte sul fronte russo (fronte carpatico), dove viene gravemente ferito. Al termine della convalescenza, decide spontaneamente di passare all’arma aerea, iniziando e perfezionando l’addestramento a Parndorf e Wiener Neustadt.
  • Aprile 1916
    Viene assegnato alla Flik 24 che opera nell’area dell’XI Armata, al comando dell’Hauptmann (Capitano) Gustav Studeny. L’unità ha sede presso l’aeroporto di Ciré di Pergine, sul fronte trentino.
  • 20 giugno 1916
    Ottiene la sua prima vittoria contro un Farman italiano pilotando un Hansa Brandenburg C.I 61.23, con l’Oberleutnant Georg Kenzian osservatore. Nella Flik 24 Kiss compie 112 missioni di vario tipo ottenendo otto decorazioni, fra cui tre medaglie d’argento di prima classe e due medaglie d’oro.
  • Novembre 1917
    Viene trasferito alla Flik 55J, squadra da caccia, anch’essa di stanza a Pergine, comandata dall’Hauptmann Josef von Maier. Lì si trova ad operare assieme a Julius Arigi, con il quale forma un team talmente efficiente da meritarsi l’appellativo di Kaiser Staffel (Squadrone dell’Imperatore). Dal suo ingresso nella Flik 55 al gennaio 1918, Kiss colleziona altre dodici vittorie aeree e con esse la quarta medaglia d’argento e la terza d’oro.
  • 27 gennaio 1918
    Viene gravemente ferito in un duello aereo, riuscendo però a rientrare a Ciré. Viene ricoverato e curato in un ospedale di Trento. Al termine della lunga convalescenza riprende servizio malgrado le sollecitazioni contrarie dei medici.
  • 24 maggio 1918
    Muore nel corso di un conflitto aereo sopra Lamon nel Bellunese (è in volo con un Phönix D.II 422.10, assieme ad Alexander Kasza e Stefan Kirjak). I suoi resti vengono riconsegnati dagli italiani e deposti con una grande cerimonia funebre nel cimitero militare di Pergine (da lì, nel 1970, i suoi resti saranno trasferiti all’Ossario di Trento).
  • 15 giugno 1918
    Ottiene la sua ultima decorazione, alla memoria.


Bibliografia:

  • Diego Leoni, Patrizia Marchesoni, Achille Rastelli (a cura di), “La macchina di sorveglianza”. La ricognizione aerofotografia italiana e austriaca sul Trentino 1915-1918, Trento 2001.
  • Roberta Groff, Jole Piva, Luciano Dellai, Pergine e la 1° guerra mondiale, Pergine Valsugana (Trento) 1991 (2° ed.), pp. 174-176 e 313-382.