Autentica di firma

Descrizione servizio

E' l'attestazione effettuata da un pubblico ufficiale che la firma posta in calce ad un documento è stata fatta da quella persona. Con l'entrata in vigore del D.P.R. n. 445/2000 non è più prevista l'autentica di firma su documenti rivolti agli Enti Pubblici.

L’autentica delle firme, o più precisamente delle sottoscrizioni, come indicato nell’art. 21 del D.P.R. 445/2000, non appartiene propriamente ai servizi demografici, bensì all’impiegato che viene incaricato dal Sindaco, che potrebbe essere l'impiegato di un qualsiasi ufficio comunale.

"Sottoscrizione” significa, in senso letterale, “scrivere sotto”. E’ quindi impossibile autenticare una sottoscrizione in bianco, dato che nel significato letterale del termine occorre che vi sia un qualcosa da sotto-scrivere, nonché per la necessità di verificare che l’autentica ricada nelle nostre competenze.

La firma deve essere apposta in presenza del funzionario, il quale deve identificare il sottoscrittore (per conoscenza personale o previa esibizione di un documento di identità valido), quindi attestare che la firma è stata apposta in sua presenza, che ha identificato il dichiarante indicando il modo con cui l’identità è stata accertata, quindi completando con il proprio nome e funzione, luogo e data, firma e timbro dell’ufficio.

 

Non occorre autentica per le istanze e dichiarazioni sostitutive che vengono presentate alla Pubblica Amministrazione o ai gestori di pubblici servizi, anche in via telematica, dato che il primo comma prevede che l’autenticità sia garantita dalla copia di un documento di identità, secondo le indicazioni dell’art. 38, così come è valida la firma digitale, se presentate in forma telematica.

Lo stesso articolo 38 consente a tutti i dipendenti addetti al ricevimento di una pratica di autenticare la sottoscrizione, se non viene allegato il documento, ovviamente limitatamente alla pratica stessa. Se ci si rivolge quindi all’ASL piuttosto che all’Agenzia delle Entrate o all’Ufficio Tecnico, l’impiegato che si occupa della nostra istanza può legalizzare la firma su quella specifica istanza, senza bisogno di incarichi particolari, in quanto già previsto del Legislatore.

 

Limiti all’attività di autenticazione da parte dell’incaricato comunale.

Secondo la nostra legislazione generale, l’autentica della sottoscrizione è di competenza dei notai (art. 72 Legge 16 febbraio 1913 n. 89). Le autentiche ad opera di soggetti diversi devono essere quindi intese come una deroga a questo principio generale, e non possono pertanto essere applicate a tutti i casi, bensì limitatamente a tipologie definite.

 

Quali sottoscrizioni si possono autenticare in comune:

  • gli atti relativi al passaggio di proprietà dei beni mobili registrati (art. 7 legge n. 248/2006 e ss.mm.);
  • le quietanze liberatorie (art. 8, c. 3 bis legge n. 386/1990; legge n. 106/2011);
  • gli atti previsti dal Codice di Procedura Penale (art. 39 disp. Att. c.p.p.);
  • le firme in materia di adozione internazionale (art. 31 lett. e) L. 184/1983);
  • le firme in materia elettorale (art. 14 L. 53/1990);
  • le istanze e dichiarazioni sostitutive (ad esempio un’autentica su richieste rivolte a banche o assicurazioni);
  • le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà solo se riguardano “stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato” (D.P.R. 445/2000 art. 47), sia riferiti all’interessato stesso che ad altre persone (ad esempio se il sottoscrittore dichiara di essere invalido, di essere stato tamponato, di essere capace di …, di sapere che……);
  • gli atti rivolti alla Pubblica Amministrazione o a gestori di pubblici servizi, se finalizzati alla ad esempio una delega a ritirare una pensione o un assegno di invalidità).

Quali sottoscrizioni NON si possono autenticare in comune (in quanto non ricadono nelle deroghe previste dalle disposizioni di legge):

  • le dichiarazioni d'impegno e volontà, le procure, le autorizzazioni, le deleghe (che non siano relative a pensioni), i consensi, le accettazioni, le rinunce o le dichiarazioni di qualunque natura o tenore contenenti impegni, disposizioni per il futuro o fogli in bianco. In questi casi è necessario rivolgersi ad un notaio.
  • le firme apposte su documenti che non siano scritti in lingua italiana. La lingua ufficiale della Repubblica Italiana (ai sensi dell'art. 1 della Legge 482/1999) è l'italiano; pertanto all'eventuale documento presentato in lingua straniera deve essere allegata idonea traduzione (la firma che verrà autenticata sarà quella presente nella documentazione scritta in italiano).

 

Si ricorda che se le dichiarazioni o le istanze sono rivolte a Pubblica Amministrazione o ai gestori di servizi pubblici non è necessaria l'autentica di firma. In questo caso è possibile firmare direttamente davanti all'impiegato addetto a ricevere la documentazione oppure inviarla via fax o posta, allegando la fotocopia, non autenticata, di un documento di identità valido.
L’autocertificazione inoltre, è estesa anche ai privati (ad esempio banche e assicurazioni) che decidano di accettarla. Per i privati, a differenza delle amministrazioni pubbliche, accettare l'autocertificazione non è un obbligo, ma una facoltà.

 

Se il dichiarante non sa o non può firmare

Valgono le regole generali dell’art. 4 D.P.R. 445/2000, quindi l’incaricato del Sindaco accerterà la volontà del dichiarante, che deve essere resa liberamente senza costrizioni, verificherà, per quanto possibile, che sia in grado di intendere e volere e darà atto della volontà del sottoscrittore e dell’impossibilità materiale a sottoscrivere, senza fare cenno – per privacy – di quale sia il tipo di impedimento.

 

Se il dichiarante non può recarsi fisicamente presso l'ufficio anagrafe

Per i cittadini che, per gravi motivi, sono impossibilitati a presentarsi personalmente allo sportello, ma sono capaci di intendere e volere, l'ufficio Anagrafe può inviare un incaricato a domicilio, su appuntamento, presso l'abitazione o le case di riposo situate all'interno del territorio comunale di competenza.

Per richiedere l’autentica a domicilio è necessario presentare:

- modulo di domanda  “di autentica di firma a domicilio” (vedi link infondo alla pagina) munito di fotocopia di documento di riconoscimento del richiedente;

- certificazione del medico curante che dichiara l’impossibilità di deambulazione del soggetto che deve autenticare la sottoscrizione.

Come e cosa fare

L'autentica di firma si può chiedere direttamente presso i nostri sportelli dell'U.R.P. - Servizi demografici nei giorni ed orari di apertura al pubblico.

La firma deve essere effettuata dall'interessato davanti al pubblico ufficiale che deve autenticarla.

Nei casi di soggetti impossibilitati a firmare per motivi diversi occorre contattare direttamente l’U.R.P. – Servizi demografici per ottenere informazioni volte a risolvere i casi specifici.

Dove presentare la domanda

U.R.P. del Comune di Pergine Valsugana sito in Piazza Garibaldi, 4 – I° piano del Palazzo ex Filanda - negli orari di apertura al pubblico.

Quanto costa

L'autentica è soggetta all'imposta di bollo (Euro 16,00) e ai diritti di segreteria (Euro 0,52), a meno che non sia prevista l'esenzione da una norma di legge, che deve essere espressamente dichiarata dall'interessato/a all'atto della sottoscrizione (allegato B del D.P.R. 26.10.72 nr. 642 e o altre disposizioni di legge che prevedono l’esenzione dall’imposta di bollo).

Ufficio di riferimento

U.R.P. - Sportello relazioni con il pubblico

Piazza Garibaldi, 4 - Primo Piano

38057 Pergine Valsugana (TN)

A CAUSA DELL'EMERGENZA COVID-19 L'URP-SERVIZI DEMOGRAFICI RICEVE SOLO PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO. 

L'appuntamento potrà essere fissato contattando il numero 0461 502222 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 13.00.

 

Telefono: +39 0461502111
Fax: +39 0461502244
Normativa di riferimento
  • D.P.R. 28.12.2000 nr. 445
  • D.P.R. 26.10.1972 nr. 642 tab. all. B
Modulistica
Modulo di domanda di autentica di firma a domicilio