Cenni storici

Le prime tracce di insediamenti umani nel Perginese risalgono all’epoca preistorica, come dimostrano i vari ritrovamenti sui Montesei di Serso e sui colli che circondano Pergine.

Con la guerra retica, la Valsugana entrò nell’orbita romana e un fatto importante fu l’apertura della via militare Claudia Augusta Altinate che congiungeva Trento ad Altino.

Il 26 febbraio 845 appare per la prima volta il nome Pergine in un documento scritto.

Nel 1027 nasceva giuridicamente il Principato Vescovile di Trento e di esso faceva parte anche il territorio perginese. Ecclesiasticamente invece era compreso nel vescovado di Feltre, al quale continuò a rimanere legato fino al 1786, quando passò alla diocesi di Trento.

Il 13 luglio 1183 è nominata la comunità di Pergine con la relativa chiesa di Santa Maria e due sacerdoti della comunità.

Al 4 giugno 1247 risale l’Urbario, cioè un elenco dei beni comunali della comunità perginese del tempo, la pergamena più antica dell’Archivio di Pergine.

Evento importante per la comunità fu l’approvazione, nel 1516, dello Statuto Civile e Criminale della giurisdizione del castello di Pergine e la Carta di Regola o Statuti comunali di Pergine, confermati poi nel 1523 da Ferdinando d’Asburgo.

Il territorio di Pergine era diviso amministrativamente in sette gastaldie: Pergine con Zivignago, Valar, Valderban e Masetti; Madrano con Vigalzano e Nogaré; Viarago con Serso, Canezza, Portolo, Mala e Sant’Orsola; Frassilongo con Roveda; Vignola con Falesina, Ischia e Tenna; Castagné; Susà con Costasavina, Roncogno e Canale.

Il Perginese, nel 1525, fu interessato dall’insurrezione contadina nota con il termine di guerra rustica.

Nel 1531 il Principe Vescovo di Trento Bernardo Clesio cedette giuridicamente i diritti su Bolzano al Conte del Tirolo e Arciduca d’Austria e in cambio ricevette la giurisdizione del castello di Pergine, cioè l’attuale comune di Pergine più i comuni di Tenna, Vignola-Falesina, Frassilongo-Roveda e Sant’Orsola.

Nel XVI secolo era fiorente nel Perginese l’attività mineraria e il borgo fu sede dell’Ufficio Minerale, istituito da Massimiliano d’Asburgo nel 1505. Con la decadenza dell’industria mineraria, a partire dalla metà del XVI secolo, iniziò per Pergine un periodo di recessione, con un’economia trascinata in condizioni di sottosviluppo, fino alla fine del XVIII secolo, quando venne condotta l’opera di bonifica dell’estesa palude situata a sud del borgo.

Nel 1807 vennero abolite definitivamente le Regole, cioè le antiche comunità amministrative autonome, e furono sostituite dai Comuni. Seguirono il periodo napoleonico, quello bavarese e quello del francese Regno d’Italia.

Nel 1815 il territorio dell’ex Principato di Trento, e quindi anche il Perginese, passò all’Austria e venne aggregato alla Provincia Tirolese; l’amministrazione austriaca istituì i comuni perginesi più o meno coincidenti con le antiche Regole.

Nel corso dell’Ottocento andò affermandosi l’industria serica, che perse però la sua importanza già verso la fine dello stesso secolo e nei primi decenni di quello successivo.

Durante la guerra 1914-1918 Pergine fu un paese di retrovia e non venne evacuata come molti altri paesi della Valsugana. Il 3 novembre 1918 l’esercito italiano entrò in Pergine, l’Austria venne smembrata e il Trentino fu inserito nel Regno d’Italia.

Il 29 dicembre 1928 tredici comuni del perginese furono aggregati a quello di Pergine e il nuovo comune assunse la denominazione di Pergine Valsugana.

Seguì il secondo conflitto mondiale: il 5 maggio 1945 le truppe alleate arrivarono a Pergine decretando la fine dell’occupazione tedesca.

E’ nel 1955 che nasce l’attuale comune di Pergine, quando Falesina e Vignola si staccano dal Comune.

Tratto da: Claudio Morelli, Salvatore Piatti, Jole Piva, Marta Scalfo, “Guida di Pergine Valsugana”, Pergine Valsugana (Trento) 1995, pagine 15-17.